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3.5 out of 4 Stars
Nella musica poche esperienze sono liberatorie e gratificanti come l'incontro
con un'opera prima di un giovane cantautore, in quanto l'orecchio privo
di pre-concetti è pienamente aperto all'ascolto. E a volte capita di incappare
in gemme come Songs Play Me di Gordy Quist. Nativo del Texas, Quist ha una
voce calda, matura e vellutata, ottime qualità chitarristiche, profonde
doti di songwriter, spiccato fiuto nella creazione di melodie dolci e orecchiabili.
Tutte queste caratteristiche contribuiscono all'eccezionale qualità dell'album
di esordio Songs Play Me, prodotto insieme a Jack Saunders, nel quale si
succedono dodici tracce che navigano tra il folk e il country, seguendo
la tradizione di Guy Clark e Townes Van Zandt. Quelle raccontate da Quist
sono storie che affondano le proprie radici nelle tematiche care ad ogni
cantautore: sogni e speranze di uomini e donne semplici, amori tormentati
e bruscamente interrotti, vite ricche di difficoltà. Quist le affronta sia
con un linguaggio schietto e colloquiale sia con un pizzico di ironia che
lascia intravedere un raggio di sole al termine di ogni giorno duro e faticoso,
il tutto condensato in brani che si aggirano intorno ai quattro minuti di
durata. Same Walls, Bitter Tears e Here's To You sono pezzi sontuosi in
cui la chitarra acustica di Quist è accompagnata da una solida sezione ritmica
e da una graffiante chitarra elettrica. In Six Feet Down si aggiungono anche
il violino e il banjo per il brano musicalmente più allegro e frizzante.
Le rimanenti otto tracce sono tutte ballate in cui si esprimono al meglio
la voce profonda ed espressiva di Quist e la sua chitarra acustica i cui
fini arpeggi sono qua e là accostati ad altri strumenti: il dobro in Broken
Heart Strings, le percussioni nella title-track, la slide in Ship Song,
un violino livido per Hold On, la canzone forse più cupa dell'album. Linday's
Song, in chiusura di album, è un folk lento e languido. Un ottimo disco
per un giovane che pare essere già una sicurezza. (Matteo Morelli)
